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Crotonese
Sono pene severissime quelle inflitte dal Tribunale di Crotone a conclusione del processo per il tentato omicidio di Giuseppe Liotti, il 63enne di Petilia Policastro che la mattina del 29 marzo 2008 venne ferito con sei colpi di pistola calibro 9 al torace mentre transitava nel centro abitato del paese a bordo della sua moto Ape.
Pene che vanno ben oltre le richieste che erano state avanzate nella sua requisitoria dal pubblico ministero Salvatore Curcio a carico dei tre imputati accusati di tentato omicidio aggravato dalle modalità mafiose: Vincenzo Comberiati, il 53enne a capo dell’omonimo clan mafioso di Petilia Policastro, ritenuto il mandante dell’agguato; il fratello Salvatore, di 44 anni, che avrebbe guidato lo scooter usato per l’attentato; il figlio Pietro, di 30 anni, che materialmente avrebbe sparato contro il pensionato. E’ andata decisamente meglio, invece, agli altri tre imputati, tutti congiunti della vittima, che erano accusati di favoreggiamento: i figli Franco Liotti, di 43 anni, e Carlo Liotti, di 40 anni, e il fratello Carlo Liotti, di 59 anni.
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