BANGKOK - Oltre 5000 km quadrati del delta del fiume birmano Irrawaddy sono ancora sott'acqua e un milione di persone sono senzatetto. Lo hanno detto fonti dell'Onu. "Stimiamo che sono fino a un milione le persone al momento senzatetto e bisognose di immediata assistenza", ha detto Richard Horsey, portavoce dell'ufficio dell'Onu per il Coordinamento degli affari umanitari, nel corso di un incontro a Bangkok sull'emergenza umanitaria. "Ci sono vaste aree nella zona del basso delta dell'Irrawaddy completamente sott'acqua, nell'ordine di 5000 km quadrati", ha aggiunto Horsey. MILIONI SENZATETTO "Ci sono 41 mila dispersi, ma in tanti pensano che la maggior parte di queste 41 mila persone siano morte", ha detto Andrew Kirkwood, direttore per la Birmania di Save the Children, organizzazione moto attiva nel paese. "E, chiaramente, ci sono milioni di senza tetto ma, quanti milioni noi non lo sappiamo", ha detto per telefono da Rangoon. Kirkwood ha aggiunto che la sua organizzazione ha raccolto informazioni "terribili" riguardo il delta dell'Irrawaddy (sud-ovest) la regione più colpita. "Una equipe ha visto migliaia di morti in una località con mucchi di corpi in decomposizione dopo il ritiro delle acque". DOPO NARGIS L'APOCALISSE Decine di migliaia di vittime, forse oltre 27mila, più di 40mila dispersi, centinaia di migliaia di sfollati, e devastazioni che potrebbero rivelarsi peggiori di quelle dello tsunami che nel dicembre 2004 sconvolse l'Oceano Indiano. Si aggrava di ora in ora la catastrofe umanitaria provocata dal ciclone Nargis, che ha colpito la Birmania quattro giorni fa e le cui spaventose proporzioni hanno indotto la giunta militare ad accettare aiuti internazionali. Mentre faticosamente la macchina dei soccorsi si mette in moto, scoppiano le polemiche per l'inerzia del regime di fronte agli avvertimenti che i paesi e le organizzazioni internazionali avevano lanciato sull'arrivo della devastante tempesta. "Gran parte dei morti sono stati causati dall'onda sollevata dai venti, più che dal ciclone in se stesso", ha detto il ministro della protezione civile Maung Maung Swe in una conferenza stampa nella ex capitale Rangoon, fornendo per la prima volta particolari sul disastro. Testimoni che sono riusciti ad avvicinarsi o a sorvolare le zone devastate hanno descritto scene terribili, con migliaia di cadaveri galleggianti sui campi sommersi dall'acqua. La zona più colpita è quella del delta dell'Irrawaddy, nel sud del paese. Nella città di Bogalay le vittime sono almeno 10mila e il 95 per cento delle abitazioni sono andate distrutte, ha precisato il ministro. "L'onda ha raggiunto 3,5 metri e ha spazzato via metà delle case nei villaggi più bassi. La gente non sapeva più dove scappare", ha detto Maung Swe. Le autorità hanno fornito un bilancio di circa 22.500 vittime, confermando che Nargis è stato il ciclone più devastante in Asia dopo il 1991, quando 143mila persone persero la vita in Bangladesh. Actionaid parla invece già di 27mila morti che, secondo Save the Children, una delle più grandi Ong presenti in Birmania, nei prossimi giorni potrebbero arrivare a 50.000, visto l'alto numero di dispersi. Il numero dei senzatetto e di coloro che hanno bisogno di acqua potabile, cibo e medicine potrebbe superare i due milioni. Donne e bambini costituiscono il 60% degli oltre 47 milioni di abitanti della Birmania e si teme che possano essere la parte preponderante delle vittime e degli sfollati, afferma l'Unicef. La portavoce dell'Ufficio Onu per il coordinamento degli affari umanitari, Elysabeth Byrs, ha detto che i danni nella zona del delta dell'Irrawaddy sono "almeno equivalenti" a quelli delle regioni colpite dallo tsunami nel 2004. L'entità del disastro ha spinto la giunta militare birmana, solitamente chiusa alle relazioni internazionali, ad accettare l'aiuto esterno, a patto che gli esperti trattino con le autorità. "Il nostro compito è molto vasto e impegnativo e il governo ha bisogno della collaborazione delle persone di buona volontà in patria e all'estero. Non nasconderemo nulla. Fate in modo però che la gente non si lasci ingannare dalle voci e da notizie fabbricate ad arte" ha detto il ministro dell' informazione Kyaw Hsan in una conferenza stampa. L'Onu ha però denunciato la mancata attivazione di sistemi di allerta preventivi che probabilmente avrebbero potuto salvare molte vite. Oltre alle agenzie dell'Onu, all'Ue e a numerose ong, diversi Paesi hanno offerto aiuto alla Birmania. Il presidente americano George W.Bush si è detto pronto ad inviare unità della Us Navy, se la giunta aprirà le porte alle sue squadre di esperti. E comunque ha già stanziato 3 milioni di dollari per gli aiuti. Le autorità hanno mantenuto un referendum fissato per sabato prossimo sulla nuova Costituzione, eccetto che nelle località più disastrate, una mossa che è stata duramente contestata dalla Lega nazionale per la democrazia, il partito di Aung San Suu Kyi, leader dell'opposizione e premio Nobel per la pace da anni agli arresti domiciliari.