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Madonna di Capo Colonna facci la grazia
Data 11/05/2008 16:14 Autore admin Hits 122
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Madonna di Capo Colonna

Vergine Madre, figlia del tuo figlio,/ umile e alta più che creatura,/ termine fisso d’etterno consiglio,/ tu se’ colei che l’umana natura/ nobilitasti sì, che ’l suo fattore/ non disdegnò di farsi sua fattura./ Nel ventre tuo si raccese l’amore,/ per lo cui caldo ne l’etterna pace/ così è germinato questo fiore./ Qui se’ a noi meridiana face/ di caritate, e giuso, intra ’mortali,/ se’ di speranza fontana vivace./ Donna, se’ tanto grande e tanto vali,/ che qual vuol grazia e a te non ricorre/ sua disianza vuol volar sanz’ali. Dante Alighieri in questi splendidi versi del Canto XXXIII del Paradiso riassume tutta la ricca tradizione teologica mariana, una tradizione che vede in Maria colei in cui è possibile la risoluzione di antitesi, di paradossi terreni altrimenti insoluti, per cui è vergine, è madre e contemporaneamente è figlia del suo santo figlio. Ma Maria, soprattutto, è quella giovinetta di Nazareth, quella creatura umilissima scelta dal Creatore fin dall’eternità per la salvezza degli uomini. Per questa antica scelta diventa l’unica àncora, l’unica fonte di speranza dell’umanità nel dolore. Maria, amata in egual modo dal Padre e dal Figlio, è madre di Dio ed in questa veste dona ai beati carità nei cieli e speranza agli uomini in terra. Maria assume il ruolo di necessaria mediatrice tra Dio e i suoi figli ingrati e grazie alla sua intercessione all’uomo è garantita ogni grazia. E anzi – come scrive il sommo poeta – la sua benignità non pur soccorre a chi domanda, ma molte fiate liberamente al dimandar precorre. Infatti – e chi si affida a lei lo sa bene - come ogni brava mamma che si rispetti, sa anticipare le richieste, i desideri dei propri figli e li accontenta ancor prima che questi le chiedano qualcosa. Sa leggere nei loro cuori, sa soffrire con loro e per loro cerca giustizia e gioia. Sarà per questo che, nonostante i momenti bui che, come gli esami, pare che per i crotonesi non finiscano mai, nonostante il lavoro continui a mancare, nonostante le elezioni amministrative plebiscitarie, salutate come la panacea di tutti i problemi, non abbiano portato a tutt’oggi gli effetti desiderati, nonostante Crotone sembri ogni giorno di più terra di confine, nonostante qualcuno, ritornato dopo tanti anni, si chieda se è una sua semplice impressione che la città oggi appaia triste e le strade straordinariamente vuote… o forse proprio per tutto questo, la devozione alla Vergine del Capo vive sempre momenti di particolare splendore. Anzi, in un’età in cui va di moda essere laici, in cui è più facile dichiararsi non credenti, i “malati” per la Madonna sono in aumento, almeno nella nostra vecchia democratica, rivoluzionaria, rossa, giacobina, controcorrente, ma anche repubblichina, conservatrice, reazionaria, nera, allineata città di Crotone. Una città tanto all’apparenza strana nella sua storia socio-politico–economica, quanto assolutamente coerente nell’amore verso la sua Patrona. Ma, a ben riflettere, perché così non dovrebbe essere, dato che ai crotonesi non resta proprio altro che votarsi alla Madonna, l’unica che può salvarli dallo strazio causato dal malessere diffuso, dal clima di emergenza sociale che ormai non abbandona più la città di Pitagora? Maria, da donna coraggiosa qual è stata, è l’unica che può ridare forza alla sua città in ginocchio. La Madonna di Capocolonna questo compito lo ha sempre assolto fino n fondo nel corso dei secoli e ha sorretto il suo popolo nella difficoltà e la sofferenza, cercando di insegnargli ad essere coraggioso come è stata lei. Perché Maria ha vissuto tutta la sua esistenza all’insegna del coraggio, effetto di quel “non temere” pronunciato dall’angelo dell’Annunciazione, affrontando la vita con una incredibile forza d’animo. Certamente pure lei, come il più valoroso degli uomini, ha avuto paura. Come tutti! Perché tutti gli uomini sono attraversati da quell’umanissimo sentimento che è il segno più chiaro del nostro limite. Paura del domani, per il figlio che non trova lavoro e ha già superato la trentina, per la sorte della figlia più piccola che si ritira sempre dopo mezzanotte e non le si può dire niente perché risponde male e minaccia di scappare di casa; paura della malattia, della vecchiaia, della morte... Ma da lei si ritrova la forza per andare avanti, riscoprendo i versetti di un salmo che Maria avrà di certo mormorato tra sé e sé moltissime volte: “Pur se andassi per valle oscura, non avrò a temere alcun male, perché sempre mi sei vicino... lungo tutto il migrare dei giorni”. La Madonna non si è mai rassegnata, non ha mai ceduto, non si è mai arresa al dolore, neppure sotto la croce dove si martirizzava Cristo. In una celebre omelia, papa Giovanni Paolo II ha dipinto il più bello dei ritratti che il magistero della Chiesa abbia mai fatto all’umana fierezza della madre di Gesù, quando ha detto che Maria si presenta come modello “per coloro che non accettano passivamente le avverse circostanze della vita personale e sociale, né sono vittime della alienazione”. Allora, forse, prendendo spunto da tutto ciò, quest’anno nel pellegrinaggio notturno per il promontorio Lacinio, tra le tante richieste di grazia che sgorgano spontaneamente nei cuori dei fedeli, si potrebbe tutti insieme chiedere alla Madonna di ridare ai crotonesi il coraggio di rialzare la testa e pretendere che i propri inalienabili diritti siano assicurati. Madonna mia, facci la grazia! Anna Melillo
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