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Scontro nel clan Iona: un morto e un ferito a Rocca di Neto
Data 25/07/2008 08:16 Autore admin Hits 49
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Dell’agguato compiuto venerdì sera a Rocca di Neto, dove un uomo è stato ucciso ed un altro gravemente ferito a colpi di pistola, si occuperà la direzione distrettuale antimafia. Gli inquirenti sono certi che l’episodio vada inquadrato nell’ambito di uno scontro fra cosche della zona, malgrado le condotte apparentemente irreprensibili delle vittime.

Infatti sia la fedina penale di Gaetano Benincasa, 32enne di Rocca di Neto, che gestiva un’agenzia assicurativa e di promozione finanziaria in via Aldo Moro, che quella di Tommaso Misiano, piastrellista 49enne di Belvedere Spinello, a prima vista risultano pressoché immacolate. Eppure le modalità dell’agguato nel quale sono caduti l’altra sera sono quelle tipiche della ’ndrangheta. Benincasa e Misiano intorno alle 22,30 erano a passeggio per le vie del paese, nella parte alta di Rocca di Neto, a quell’ora ancora affollate di gente. I due uomini erano appena usciti dal bar Las Vegas con un gelato in mano quando davanti a loro si è parato uno scooter con a bordo due persone, i volti coperti dai caschi. In mano ad uno dei centauri è comparsa una pistola, ma né Benincasa né Misiano hanno avuto il tempo di accennare una reazione o la fuga. I colpi di una calibro 9x21, arma tipica degli agguati di mafia, hanno tutti centrato le vittime che sono stramazzate al suolo. Misiano, raggiunto dai proiettili alla spalla, al torace e, soprattutto, al volto, evidentemente è stato creduto morto; il killer, invece, si è avvicinato a Benincasa, ferito all’addome, e gli ha conficcato un altro colpo alla gola, fuoriuscito dalla testa, quando l’uomo era già a terra. Per lui non c’è stato scampo. E mentre gli assassini si dileguavano con lo scooter imboccando via Margherita, scattava l’allarme. Primi ad accorrere sul luogo dell’agguato alcuni carabinieri che hanno trovato Misiano ancora vivo e cosciente. L’uomo è stato trasportato in ambulanza all’ospedale civile di Crotone dove gli sono state prestate le prime cure ed è stato sottoposto ad una tac. Il proiettile che gli si era conficcato in testa entrando dallo zigomo sinistro, comunque, ha indotto i sanitari a trasferirlo, nella notte, all’ospedale di Cosenza, dove si trova tuttora ricoverato nel reparto di neurochirurgia. Le sue condizioni restano gravissime tanto che i medici non hanno ancora deciso di operarlo.
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